Associazione Progetto Comune

Associazione culturale politica

L'importanza dei luoghi

Scritto da Lucia Cocco   
Mercoledì 23 Novembre 2011 01:08

NegozioIn questi giorni, ripensando alla chiusura della scuola di Piazza Municipio e all’ ulteriore impoverimento del centro storico, mi sono chiesta quali azioni concrete posso mettere in atto per invertire questa tendenza e, che cosa faccio io, per contribuire alla crescita e alla conservazione della memoria storica del mio paese.

Mi trovo a considerare con occhi diversi la scelta fatta da oltre un anno, quella di tornare ad acquistare nel piccolo “negozio” del mio vicinato.

L’ho fatta perché un po’ di economia restasse nel mio paese, un po’ per comodità e sopratutto contro l’arroganza dei colossi del mercato.

Oggi quella scelta la ritengo ancora più valida perché ho capito che “ il negozio” diventa un punto d’incontro tra le persone che vivono nel quartiere.

E' facile incontrare la vicina, che abita di fronte a casa mia e che vedo raramente e gli anziani, che si spostano a piedi e che amano conversare con le persone, disposti a trasmettere conoscenze e saperi.

Si tratta di un patrimonio di inestimabile valore che non è monetizzabile e che abbiamo a disposizione, solo che a volte non riusciamo a cogliere: valori che abbiamo perduto, il senso comune delle cose, il raccontarsi, il piacere di condividere le gioie e i dolori della vita.

La partecipazione attiva alla vita sociale della comunità per noi, presi dalle varie attività, dal lavoro, dalla casa, dalla famiglia e dalla televisione, passa anche dal piccolo “negozio”.

I centri storici custodiscono e raccontano la storia della comunità locale, sono luoghi carichi di significati sociali e le “botteghe” ne sono da sempre parte integrante e vitale. Proprio in una di queste botteghe ho incontrato, tempo fa, un’anziana signora che conoscevo da sempre e che mi ha raccontato un particolare della mia vita che non sapevo, forse proprio quel luogo ha favorito la confidenza.

Ricordava perfettamente il giorno della mia nascita, poiché lei da signorina viveva nel vecchio rione di Piazza Municipio, proprio in via scuole dove io sono nata e dove ho vissuto la mia infanzia. Lo ricordava bene perché sono l’ultima di sette figli e mia madre mi ha avuta in età avanzata, a quarantaquattro anni, dopo sei figli maschi.

A mio padre, che era al lavoro, la notizia della mia nascita venne data dalle anziane del vicinato, mentre rientrava a casa. Lui buttando per terra la sua bicicletta si mostrò incredulo e disse: “ ma itta seisi narendu, sa di de contai is fabas fiada ariseu!” .
Tutto il rione contribuì per l’occasione a dare una mano e a rendersi utile, chi portava l’acqua dalla fonte, chi lavava i panni nel lavatoio e chi preparava da mangiare perché i miei fratelli erano in tenera età, i gemelli avevano appena quattro anni.

Ho voluto riportare questo episodio non tanto perché mi riguarda personalmente, ma perché racconta uno spaccato di vita contadina di oltre mezzo secolo fa. Responsabilità della mia generazione è stata quella di aver messo da parte e dimenticato i “luoghi” ricchi di storia e memoria, per abbracciare ciò che gli antropologi definiscono i “ non luoghi” senza cultura ed emozioni.


Non si può certo recuperare ciò che è perduto, ma possiamo insegnare ai nostri figli che il passato non è né vecchio, né superato, ma vissuto e per questo va ricordato e soprattutto va raccontato perché possa contribuire a scrivere una pagina di storia e a vivere nel tempo.

 

Lucia Cocco

 

 

Cerca nel sito

Copyright © 2011-2018 - Progettocomune.info
Associazione Progetto Comune è rilasciato sotto Licenza Creative Commons: Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License
Questo sito non costituisce una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001.