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Non rendetevi complici

Scritto da Non Bruciamoci il Futuro   
Giovedì 26 Marzo 2015 01:38
NBFPubblichiamo l'appello che Non Bruciamoci il Futuro di Macomer ha inviato al presidente della RAS Francesco Pigliaru e agli Assessori della sua giunta al fine di scongiurare la realizzazione del nuovo impianto di Tossilo.
 
Il Comitato Non Bruciamoci il Futuro, costituito nel 2010 da oltre 2000 cittadini del Marghine per approfondire, sostenere e divulgare le ragioni del No alla realizzazione di un nuovo inceneritore a Tossilo, e l'Associazione Zero Waste Sardegna alla quale aderiscono gruppi e singoli cittadini sardi che negli ultimi 5 anni si sono impegnati per una gestione dei rifiuti orientata all'obiettivo Rifiuti Zero, esprimono viva preoccupazione per le notizie apparse recentemente sulla stampa secondo le quali la Giunta Regionale si appresterebbe ad approvare il progetto per la realizzazione di un nuovo inceneritore a Tossilo, che avrebbe già ottenuto il parere favorevole da parte del servizio regionale SAVI.
 
La nostra preoccupazione poggia sulla convinzione che il progetto presentato dal Consorzio Industriale in liquidazione di Tossilo non risponda alle reali necessità della Sardegna, ma al contrario rappresenti un pesante condizionamento per una gestione virtuosa dei rifiuti a livello regionale e una reale minaccia per lo sviluppo del territorio interessato e per la salute dei cittadini che lo abitano. Ormai da 20 anni il nostro territorio è gravato dalla presenza di un impianto di incenerimento le cui ricadute sull'ambiente, sulla salute e sulle numerose attività agro-pastorali non sono mai state seriamente indagate, nonostante gli allarmi lanciati dalla stessa ASL di Nuoro che nel 2010con proprio comunicato, aveva denunciato la presenza di diossine nel territorio del Marghine, mettendola in relazione proprio alla presenza di un inceneritore. Questa e altre numerose e pesanti criticità sono state da noi segnalate nelle osservazioni inviate al SAVI nel mese di Ottobre 2014 e, successivamente, a fine febbraio 2015, osservazioni che evidentemente non sono state accolte né, riteniamo, debitamente approfondite, considerati i tempi brevissimi entro i quali il SAVI ha rilasciato il parere favorevole dopo l'invio dei nostri documenti.
 
E' nostra convinzione che l'iter di predisposizione e autorizzazione del progetto del nuovo impianto di Tossilo si ponga all'interno di un quadro di sostanziale confusione e illegittimità procedurale, a partire da una lettura del vecchio Piano Regionale dei Rifiuti alquanto semplificata e distorta, che poggia su presupposti errati.
È necessario infatti evidenziare che il Commissario liquidatore del Consorzio Industriale di Tossilo ha richiesto la realizzazione del nuovo inceneritore in sostanziale contrapposizione con gli atti sino ad allora assunti dalle istituzioni locali (Provincia e Comuni) e dallo stesso Consorzio, e in assenza di atti formali da parte dell’Assessorato regionale competente, travisando e reinterpretando questioni sviluppate con chiarezza sia nel Piano Regionale per la Gestioni dei Rifiuti, che nella delibera di approvazione (D.G.R. n. 73/7 del 20.12.2008), scegliendo di fatto e imponendo alla Regione uno scenario impiantistico a 3 poli di incenerimento, non di sua competenza.
La competenza degli impianti di trattamento/smaltimento dei rifiuti e, quindi, degli inceneritori, così come l’affidamento della gestione degli stessi mediante procedure ad evidenza pubblica, sono invece in capo alla Regione Sardegna, tramite l’Autorità Unica d’Ambito Territoriale Ottimale, come previsto dalle Deliberazioni n. 21/59 del 8.4.2008 e n. 73/7 del 20.12.2008 della Giunta Regionale, rispettivamente di adozione e approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e del Rapporto Ambientale.
L’atto di approvazione del Piano da parte della Giunta regionale ha stabilito che “Alla luce degli studi effettuati il Piano regionale definisce uno schema impiantistico di riferimento caratterizzato dall’individuazione di due centri di termovalorizzazione, di cui uno già esistente e da adeguare ed uno, per l’area centro nord, da inserire preferibilmente in un impianto di potenza già esistente. Questa configurazione prevede inoltre l’adeguamento dell’impianto esistente a Macomer almeno per la gestione del transitorio necessario per il raggiungimento della configurazione a regime”.
Nella sostanza la Giunta Regionale ha approvato una schema impiantistico a 2 poli di incenerimento, riservando la “gestione del transitorio” all’impianto di Macomer e prevedendone il suo adeguamento e non il revamping. Altrimenti avrebbe indicato uno schema impiantistico a 3 poli.
Il Rapporto Ambientale del Piano di Gestione dei Rifiuti stabilisce inoltre che “la scelta di mantenere in attività, nella configurazione a regime, il terzo polo dedicato di Macomer, va affrontata in sede di Piano d'ambito con analisi che tenga conto della funzionalità e versatilità del sistema complessivo, atteso che l'analisi sviluppata nel presente Piano ne evidenzia la non significativa influenza nel bilancio economico ed ambientale del sistema complessivo”. Non ci risulta che siano state effettuate le necessarie e prescritte analisi.
 
Poiché, come prevede la normativa, contestualmente alla VIA è stata attivata anche la procedura di rilascio dell’AIA da parte della Provincia di Nuoro, segnaliamo che nel mese di gennaio del corrente anno, in piena fase di procedura, il presidente dell’Ente ha ritenuto opportuno sostituire la responsabile dell’ufficio AIA, che aveva seguito sin dall’inizio l’iter della procedura rilevando anche numerose criticità nell’impianto dello SIA per la realizzazione del nuovo inceneritore. Riteniamo questo episodio quantomeno sospetto di una intromissione della funzione politica nelle prerogative amministrative, che rischia di tradursi in un pesante condizionamento della procedura autorizzativa.
 
Sollecitiamo la Sua presa in carico delle ragioni qui rappresentate e chiediamo la massima tutela degli interessi della nostra comunità e dei cittadini sardi tutti, affinché il Presidente e gli Assessori della Regione Sardegna non si rendano in alcun modo corresponsabili di un ulteriore scempio del territorio con grave sperpero di risorse pubbliche, nel rispetto anche degli impegni assunti con il programma elettorale presentato ai cittadini.
La diminuzione della produzione di rifiuti e l'aumento della raccolta differenziata a livello regionale, la presenza nei territori di strutture già finanziate e funzionanti, la disponibilità sul mercato di nuove tecnologie per il riciclo e il trattamento a freddo di tutti i rifiuti, le quotidiane proteste di cittadini ed amministratori per il caro tariffe, rendono inderogabile un cambio di strategia. Esistono tutte le condizioni per avviare anche in Sardegna, un percorso virtuoso per amministrazioni, cittadini e imprese, conosciuto a livello mondiale come “Strategia Rifiuti Zero”, che tramite un'attenta politica di gestione dei rifiuti punti alla diminuzione, al riuso e al massimo recupero di beni e materiali post-consumo, minimizzando  lo smaltimento in discarica e azzerando l'incenerimento.
 

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