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La nostra posizione sull'Osservatorio verso Rifiuti Zero

Scritto da Comitato cittadino Rifiuti Zero Villacidro   
Lunedì 11 Maggio 2015 23:47

zerowasteRispondiamo ai commenti e alle critiche relative all'istituzione dell'Osservatorio verso rifiuti zero di Villacidro con la ricostruzione dei fatti: chi legge sarà in grado di trarre le proprie considerazioni.
Nel 2013, su iniziativa promossa dall’Associazione Progetto Comune si è costituito il Comitato Cittadino Rifiuti Zero di Villacidro, attorno alla proposta di legge di iniziativa popolare “Legge Rifiuti Zero” la cui stesura è stata curata da centinaia di gruppi e movimenti a livello nazionale.


Fin da subito ci siamo resi protagonisti a Villacidro della sottoscrizione delle firme necessarie alla presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare, risultando il secondo centro in Sardegna per numero di firme raccolte.
Parallelamente abbiamo dato il via a una campagna informativa mirata a sensibilizzare la popolazione sul problema della corretta gestione dei rifiuti e abbiamo sottoposto all’Amministrazione Comunale di Villacidro la richiesta di sottoscrizione della “Dichiarazione di pubblico impegno verso la strategia rifiuti zero”.


Con la delibera n. 19 del 18/7/2013 abbiamo ottenuto dall'Amministrazione l'impegno formale “a intraprendere il percorso verso il traguardo Rifiuti Zero entro l'anno 2020”, aderendo così alla nostra richiesta e, va detto a onore del vero, ad analoga sollecitazione presentata dal capogruppo di Altra Politica, evidentemente all'epoca dei fatti anch'egli dell'idea di istituire l'Osservatorio verso rifiuti zero, parte integrante dell'impegno, suggellato anche dal suo voto favorevole.


Nei mesi seguenti, a più riprese abbiamo sollecitato l'Amministrazione affinché venissero attuati i vari punti della delibera, tra cui proprio l'istituzione dell'Osservatorio, organismo imprescindibile per il monitoraggio del percorso verso Rifiuti Zero.
Soprattutto tenendo conto del fatto che a Villacidro già si raggiungevano percentuali di raccolta differenziata incoraggianti, non si comprende l'accusa di  “lavorare sul nulla” ma risulta evidente invece la necessità di capire quali azioni mettere in campo per migliorare e rendere sempre più virtuoso il percorso imboccato.


Ricordiamo anche come l'Osservatorio in questione si chiami proprio "verso Rifiuti Zero" e che quindi già dal nome si possa dedurre quanto sia importante il suo ruolo non tanto per monitorare il funzionamento di un meccanismo rodato ed efficiente , che noi per primi auspichiamo diventi tale entro il 2020, ma piuttosto per gestire un progetto e accompagnare un percorso indicando le eventuali criticità e suggerendo le possibili soluzioni da adottare per giungere al traguardo.


Tutto ciò si è svolto ben prima che montasse la protesta relativa al caro Tari, che non ci ha visto prendere parte e schierarci a favore o contro le parti in conflitto, anche per evitare ogni rischio di strumentalizzazione.
Il ruolo del nostro comitato, da sempre, è quello di offrire un contributo concreto per superare l'attuale assetto della gestione dei rifiuti, a nostro avviso poco sostenibile sia in termini di rispetto dell'ambiente sia per i portafogli dei cittadini.


Come abbiamo avuto modo di ribadire pubblicamente durante il Consiglio Comunale aperto del 12/2/2015, chiedendo ancora una volta all'Amministrazione di iniziare ad attuare alcuni punti della delibera citata, "Il comitato Rifiuti Zero si pone come obiettivo la progressiva riduzione della produzione dei rifiuti e per fare questo deve incalzare e coinvolgere l'Amministrazione Comunale, attuale e futura, a prescindere dalla sua colorazione politica". Coerentemente con questa posizione abbiamo ulteriormente richiesto l'istituzione dell'Osservatorio e finalmente, anche se con un rilevante ritardo, siamo stati coinvolti nel processo di attivazione dell'organismo che, ricordiamo viene costituito a titolo non oneroso.


Durante un incontro preliminare convocato dall'Amministrazione e allargato alla presenza del comitato No Tari e dell'assemblea permanente, pure esponendo la nostra perplessità su alcuni aspetti legati al regolamento, ci siamo resi disponibili a dare vita al tanto richiesto Osservatorio, convinti che solo attivandolo e facendolo funzionare si potranno effettivamente portare alla luce gli aspetti critici e necessari di intervento di tutta la filiera che interessa la raccolta e il trattamento dei rifiuti.


Il Comitato Cittadino Rifiuti Zero contribuirà quindi a dare vita all'Osservatorio e lo farà con la massima serietà possibile, pronto a incalzare e vigilare affinché  gli impegni sottoscritti non rimangano formulazioni sterili ma si concretizzino in fatti e azioni compiute.
Sempre durante l'incontro preliminare, abbiamo apprezzato la posizione espressa dal rappresentante del comitato No Tari che sia pure criticamente  dichiarava anch'egli di impegnarsi a collaborare con l'Osservatorio.


Ma nello stesso contesto non abbiamo potuto fare altro che prendere atto del rifiuto a partecipare all'Osservatorio da parte degli esponenti dell'assemblea permanente, diniego che nella sostanza si traduce in una mancanza di assunzione di responsabilità nei confronti di un percorso che pure si dice volere perseguire.


Ma ora c'è dell'altro. L'atteggiamento quantomeno incoerente di coloro che dapprima hanno invocano l'istituzione dell'osservatorio e ora cercano di affossarlo sul nascere non si ferma alla loro abdicazione: sfruttano la posizione espressa da Zero Waste Sardegna ostentandola come uno scotennatore fa con lo scalpo, sbandierandola ai quattro venti come si trattasse di un loro merito, di una loro conquista.

Peccato si dimentichino che l'osservatorio è parte della legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero, che non ha padrini né padroni, nessuno può vantarne il copyright, è un bene comune corredato da 80.046 firme valide di cittadini che l'hanno sottoscritta e che hanno come unico interesse quello di vederla al più presto approvata e attuata.


Ma nella nostra cittadina, in un clima da muoia Sansone con tutti i filistei e a un anno dalle elezioni amministrative sembra proprio tutto sia concesso, dai contorcimenti alle ostensioni; tutto tranne rimboccarsi le maniche per dare il proprio contributo alla soluzione dei problemi legati alla gestione rifiuti.

 

 

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