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Passeggiata di sostegno Comitato S’Arrieddu per Narbolia

Scritto da www.sardegnareporter.it   
Venerdì 31 Marzo 2017 00:09

SerreFotovoltaicheL’assalto al territorio in Sardegna continua, ma anche i numerosi Comitati territoriali nati per sostituire la politica assente non si fermano e cercano di salvare le loro terre, in particolare quelle agricole, e di riprendere in mano il loro futuro che una politica dissennata, quando non anche connivente, vuole pian piano (e neanche tanto piano) cedere ai poteri forti, in particolare quelli finanziari ed economici multinazionali.

La gravità e le conseguenze della perdita dei terreni agricoli, dopo gli innumerevoli nostri interventi pubblici e quelli dei tantissimi Comitati che si battono per il bene comune, sono ormai note a tutti. Nonostante ciò il Comitato S’Arrieddu per Narbolia e le Associazioni che l’hanno sostenuto nel cercare di esercitare il proprio sacrosanto diritto di salvare i migliori terreni agricoli di Narbolia dall’accaparramento dei terreni e dalla nuova colonizzazione in atto sono stati condannati dal Consiglio di Stato a pagare 15.000 euro a chi soldi ne ha già fin troppi e che è stato impunemente autorizzato ad incassarne tantissimi altri provenienti tutti dalle nostre bollette.

La sentenza, ritenuta ingiusta perché emessa in base a presupposti fin troppo chiaramente falsi, è stata vista come sentenza politica. E questo tipo di giustizia pare usi le spese legali come strumento punitivo e dissuasivo nei confronti dei Comitati e dei cittadini. Risulta punitivo ancora di più se si pensa allo squilibrio di potere economico tra le parti: per una ditta finanziata dalla China Development Bank e in grado di investire 50-60-70 milioni di euro, 15.000 euro sarebbero un’inezia.

Che giustizia è quella che consente solo a chi ha disponibilità economiche di difendere i propri diritti? Noi siamo convinti di aver vinto comunque; infatti grazie alle nostre mobilitazioni, nostre e degli altri Comitati, siamo riusciti a rendere l’opinione pubblica, la politica e gli organi di informazione coscienti del problema: ora tutti sanno cosa sta succedendo nei nostri territori e tutti stanno molto più attenti di prima.

Il Comitato S’Arrieddu intanto non si è fermato e grazie al preziosissimo aiuto di Italia Nostra Sardegna e alla collaborazione di Adiconsum Sardegna, dopo quello di giugno 2016, nel mese di novembre 2016 ha inviato un nuovo esposto alle Procure e a tutti i Comuni e gli Enti interessati nel quale sono state evidenziate diverse criticità e allegato al quale sono stati inviati i bilanci 2013, 2014 e 2015 presentati dalla Enervitabio soltanto a giugno 2016. Bilanci presentati in forma abbreviata dai quali non si può ricavare, per esempio, la minima informazione sugli incassi avuti dalla vendita di prodotti agricoli (non-)coltivati all’interno delle serre. A riprova del fatto che l’impianto è stato costruito soltanto per l’ottenimento dei vantaggiosissimi incentivi statali per la produzione di energia rinnovabile (6 milioni di euro all’anno per 20 anni) e per la vendita della corrente prodotta (circa 3,5 milioni di euro all’anno per 20 anni) e non certo per produrre prodotti agricoli, vero e naturale obbiettivo di una serra. Lo stesso ISPRA nel suo rapporto 2016 sul consumo di suolo evidenzia il negativo impatto di questi impianti industriali e cita i comuni di Giave e Narbolia tra quelli che hanno avuto un maggior incremento di consumo di suolo negli anni 2012-2015 “connesso alla realizzazione di imponenti impianti fotovoltaici”. Negli ultimi mesi il Comitato S’Arrieddu di Narbolia è impegnato in una raccolta fondi che gli possa permettere di affrontare le onerose spese giudiziarie e legali. Per Pasqua è prevista una scadenza per il pagamento di 3.295 euro che segue quelle di novembre e dicembre 2016, di ulteriori 2.000 euro ciascuna.

In seguito al primo appello lanciato nel mese di ottobre 2016 dal Comitato c’è stata una forte risposta popolare che, in forza della convinzione che il problema non è dell’ “orticello” Narbolia ma di tutta lo comunità, trattandosi di fertilissimi terreni agricoli sottratti alla Sardegna che ne ha estremo bisogno per poter affermare la propria sovranità alimentare e non dover dipendere dall’80 % circa di importazioni di prodotti agroalimentari, ha mobilitato una miriade di comitati, associazioni e singoli cittadini, non solo sardi, e che ha permesso finora di pagare alle scadenze stabilite.

Per poter raggiungere l’obbiettivo della prossima scadenza il Comitato ha organizzato una passeggiata che domenica 2 aprile partirà dalle cime del Montiferru, e per l’esattezza dalle antenne di Badde Urbana in territorio di Santu Lussurgiu, per poi arrivare alle 15,30 presso le rovine di Cornus presso Santa Caterina di Pittinuri in territorio di Cuglieri, dopo aver attraversato i monti di Seneghe, dove ci sarà anche la pausa pranzo. Alla fine del percorso è prevista una pubblica assemblea durante la quale ci sarà un’informazione più dettagliata sulla situazione attuale relativamente alle serre di Narbolia e agli altri impianti che si vogliono realizzare in tutta la Sardegna. La passeggiata sarà molto interessante dal punto di vista paesaggistico e naturalistico ed è stata organizzata per essere agevole per chiunque.

Gli organizzatori consigliano, a chi può, di recarsi entro le 8,30 del mattino presso la borgata di S. Caterina di Pittinuri così da poter ottimizzare col minor spreco di auto e di benzina possibile l’organizzazione dei trasferimenti da e per il punto di partenza, altrimenti ci si ritrova tutti a Badde Urbana per partire alle 9,30.

La partecipazione prevede il versamento di una quota minima raccomandata di 10 euro a persona.

Questo il codice Iban per eventuali versamenti integrativi
IT61D0101585560000000010436
intestato a Italia Nostra Onlus – Sezione Provinciale Sinis Cabras Oristano
importantissimo scrivere nella causale “Pro Comitato S’Arrieddu”

E questi i numeri di telefono per chiarimenti e informazioni
328.0451582 Gianluigi
348.9848003 Pietro

fonte: www.sardegnareporter.it

 

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