Associazione Progetto Comune

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Iniziative
#‎noalrazzismo‬
Scritto da Ass.ne Progetto Comune   
Martedì 19 Luglio 2016 15:40

FlashMob

L' Associazione Progetto Comune aderisce al

FLASH MOB

che si terrà a Villacidro, in Piazza Lavatoio

mercoledì 20 luglio 2016, dalle ore 20.00 alle 21.00

 

Un’iniziativa organizzata da liberi cittadini per manifestare contro l’odio e l’intolleranza razziale e per il riconoscimento dell’altro come ricchezza.

Porta con te una bandiera della pace.

 

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Fermiamo la Megacentrale - Comunicato stampa
Scritto da Ass.ne Progetto Comune   
Giovedì 30 Giugno 2016 16:05

NoMegacentraleLocandinaQuesto il COMUNICATO STAMPA diramato dagli organizzatori della manifestazione “Fermiamo la Megacentrale” (L'Associazione Progetto Comune è tra i promotori ):

Sabato 2 luglio 2016 dalle ore 9.00 alle ore 12.00 si terrà un sit-in di protesta all'incrocio tra la S.S. 197 Guspini – S. Gavino e la S.P. 72 Pabillonis – Gonnosfanadiga.

I promotori dell'iniziativa, comitati, associazioni ambientaliste e enti comunali, intendono portare all'attenzione delle istituzioni, della politica regionale e nazionale, il nodo irrisolto della speculazione energetica rampante attiva sul territorio isolano e in particolare su quanto previsto o già attivo nel Medio e Basso Campidano.

Lo scenario ambientale e socio-economico globale richiede scelte politico-programmatiche incisive e non più rinviabili per rallentare l'avanzare dei cambiamenti climatici nel breve periodo, e fermarli nel medio e lungo periodo; la successione dei fenomeni connessi innesca nuove drammatiche emergenze, e ciascuno è chiamato ad assolvere una parte del compito.

La principale correzione al problema in atto è il rafforzamento della produzione di energia da fonti rinnovabili, che vadano in sostituzione all'uso massiccio delle fonti fossili, causa principale del problema, che si ricollega a un modello di sviluppo non più percorribile. In questa cornice trovano terreno fertile le più disparate proposte che, sotto il segno o la parola di rinnovabili, celano giochi speculativi operati in spregio di altre risorse importantissime ma più nascoste agli occhi della maggioranza, che rinnovabili non sono, come il suolo fertile e l'acqua; speculazioni portate avanti in generale spregio dell'ambiente, nonché delle potenzialità espresse e inespresse dei territori coinvolti, piaga accentuata dall'assenza di una reale e partecipata programmazione in campo energetico, a livello sia nazionale che regionale; quest'ultima in particolare spesso non va oltre proclami di principio senza effettiva applicazione, e quando applicati risultano palesemente viziati.

Si deve comprendere che non tutto ciò che si autodefinisce “rinnovabile” lo è veramente, spesso non è né rinnovabile né sostenibile. Nel disordinato puzzle delle proposte speculative trovano il loro spazio anche le centrali termodinamiche solari a concentrazione da 55 MWe, proposte in prossimità di Guspini–Gonnosfanadiga-Villacidro e di Villasor–Decimoputzu, grandi impianti industriali di più di 230 ettari ciascuno proposti su terreni agricoli, che danneggerebbero gravemente l'assetto territoriale senza portare alcuno delle sbandierate diminuzioni alle emissioni di anidride carbonica, facile slogan da porre a pezza giustificativa ad interventi non sostenibili, a solo vantaggio dei proponenti e delle multinazionali. I territori interessati non possono sottacere o accettare scelte palesemente irrazionali e dannose, non possono rinunciare a vaste aree destinate ad usi agricoli e pascolativi, fonte di produzione di beni alimentari (bene strategico al pari dell'energia), del quale oggi la sola Sardegna importa oltre l'80%, sede di importanti servizi ecosistemici come il filtraggio e la regolazione delle acque meteoriche, che gli impianti proposti azzerano in modo permanente.
All'inverso l'isola si ritrova con una produzione energetica superiore al fabbisogno, surplus legato anche alla crisi delle maggiori industrie energivore; al contempo la nostra produzione energetica da fonti rinnovabili è di tutto rispetto, ma viene esportata dall'isola e immessa nella RTN senza influire sulla diminuzione dell'utilizzo di fonti fossili, anzi in parte viene letteralmente sprecata a causa di infrastrutture energetiche sottodimensionate, mentre il territorio porta i segni di queste “rinnovabili”, a servizio di società senza scrupolo che rapinano il territorio e lasciano macerie.
Al contempo sono noti già da tempo i conflitti tra territorio e impianti di produzione da rinnovabili, e altrove, come in Francia, in Olanda, negli USA e anche nel resto d'Italia si studiano i modi per non sovrapporre due esigenze inconciliabili. Una soluzione semplice nel caso in esame è stata più volte enunciata: tali centrali vanno collocate in zone industriali, infrastrutturate allo scopo, lasciando intatte porzioni di territorio fondamentali per altri usi, non industriali.

La speculazione di cui queste società sono portatrici, non può far pagare col danno territoriale il minor costo che dovrebbero sostenere nell'acquisto di terreni agricoli, che per la maggior parte verrebbero ottenuti con l'istituto dell'esproprio, grazie anche a una carenza legislativa. Si deve rimarcare che comitati, cittadini ed enti locali non sono i soli a ritenere intrinsecamente dannosa la collocazione scelta per questi impianti, come dimostrato dalla mole di dati prodotti con le osservazioni tecniche: infatti benché da oltre tre anni, da quando la proponente è riuscita a spostare dall'ambito regionale a quello nazionale la valutazione, ancora la Commissione Tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale tentenni e continui a prorogare i termini del procedimento, i pareri negativi espressi dai vari enti interpellati (simili alle obiezioni mosse dai comitati e da altri) dovevano da tempo farlo concludere sfavorevolmente alla società proponente.
Un'informazione e una discussione più ampia su tutto quanto sopra per sommi capi enunciato, sono state l'obiettivo di tante assemblee e iniziative proposte dai comitati. Con la manifestazione i promotori intendono richiamare l'attenzione delle istituzioni nazionali e dei cittadini tutti, ma soprattutto della parte politica regionale che mai si è pronunciata in proposito, nonostante il lodevole lavoro svolto dagli uffici tecnici preposti alle valutazioni, espressisi tutti negativamente verso questi impianti. Si evince che la riflessione è ampia, e abbraccia vari aspetti dell'intero comparto energetico che non può e non deve essere delineato da società che per loro missione devono curare solo il proprio profitto.

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Manifestazione
Scritto da Ass.ne Progetto Comune   
Martedì 28 Giugno 2016 00:31

 

Manifestazione


Siete tutti invitati a manifestare insieme a noi sabato 2 luglio alle ore 9,00 sulla Strada Statale 197 Guspini – S. Gavino all’incrocio Gonnosfanadiga- Pabillonis, per esprimere il nostro dissenso alla costruzione di questi impianti su suolo agricolo!
Difendiamo la nostra terra, difendiamo l'agricoltura!

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Aderiamo ai Referendum Sociali
Scritto da Ass.ne Progetto Comune   
Martedì 17 Maggio 2016 22:23

SitoLRZ

L'Associazione Progetto Comune aderisce alla campagna di raccolta firme a sostegno dei Referendum Sociali su scuola, trivelle e inceneritori e per una petizione a difesa dell’acqua come bene pubblico.

Ecco in dettaglio di cosa si tratta :

QUESITI SCUOLA


1 - Abrogazione di norme sul potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e di confermare i docenti nella sede
2 - Abrogazione di norme sul potere del dirigente di scegliere i docenti da premiare economicamente e sul comitato di valutazione
3  - Abrogazione di norme sull’obbligo di almeno 400-200 ore di alternanza scuola-lavoro
4  - Abrogazione di norme sui finanziamenti privati a singole scuole pubbliche o private


I 4  QUESITI SULLA SCUOLA VOGLIONO CANCELLARE:

• i poteri discrezionali del dirigente di scegliere i docenti, di confermarli o mandarli via dopo un triennio e di premiarli per un presunto “merito”, con il pericolo di gestioni clientelare delle assunzioni e di limitazione della libertà di insegnamento;
• l’obbligo per le scuole di fare almeno 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro, che riduce l’insegnamento a favore di attività che spesso diventano lavoro gratuito e imposizione agli studenti di prestazioni dequalificate;
• la possibilità di effettuare donazioni a singole scuole, con il rischio di finanziamenti privatistici, competizione tra le scuole, disuguaglianze e favori fiscali a coloro che frequentano istituti privati.

Firmare significa schierarsi a favore di pluralismo di idee e metodologie, collaborazione democratica negli organi collegiali, piena autonomia delle scuole nel decidere il proprio Piano dell’Offerta Formativa, erogazioni di fondi all’intero sistema nazionale di istruzione.

QUESITO TRIVELLE ZERO

Bloccare nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi

Il quesito sulle trivelle vuole cancellare i riferimenti a certe zone dell’Italia che limitano le attività petrolifere esclusivamente in quei luoghi, in modo da render applicabile il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi a tutta Italia, per i nuovi interventi in terraferma e in mare al di fuori delle 12 miglia. Dopo il referendum del 17 aprile contro le concessioni già esistenti in mare nelle prime 12 miglia, un quesito sui progetti nella restante parte del territorio italiano.
Non riguarda le concessioni già assegnate dallo Stato, perché colpirle lo avrebbe reso inammissibile. Firmare significa voler bloccare tutti i nuovi progetti di perforazione e estrazione, ridurre devastazioni e problemi di salute connessi ai progetti petroliferi e rispondere alle analisi di scienziati di tutto il mondo: estrazione e combustione degli idrocarburi causano sconvolgimenti climatici, con grave rischio per la vivibilità della Terra. Le attuali richieste dei petrolieri per nuove concessioni in terraferma e in mare sono oltre 100, su vastissime aree del Paese. Fermiamole!

QUESITO INCENERITORI

Bloccare il piano per nuovi e vecchi inceneritori

Il quesito sugli inceneritori vuole cancellare:
• la loro classificazione come infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale;
• il potere del governo di decidere localizzazione e capacità specifica di 15 nuovi impianti e quello di commissariare le Regioni inottemperanti;
• l’obbligatorietà di potenziamento al massimo carico termico e di riclassificazione a recupero energetico degli inceneritori esistenti;
• la possibilità di produrre rifiuti in una Regione e incenerirli in un’altra;
• il dimezzamento dei termini di espropriazione per pubblica utilità e la riduzione dei tempi per la Valutazione di Impatto Ambientale;

Firmare significa schierarsi per la tutela di salute e ambiente; restituire ai cittadini il diritto di decidere sul territorio e alle Regioni il potere di programmazione e gestione in merito ai rifiuti; puntare sul riciclo e sull’Economia Circolare.

PETIZIONE POPOLARE ACQUA

Petizione  popolare  per  legiferare  in  materia  di  diritto  all'acqua  e  di  gestione  pubblica  e  partecipativa  del  servizio  idrico integrato

Il governo Renzi vuole privatizzare servizio idrico e servizi pubblici locali, contro il risultato del referendum del 2011.
Il Parlamento sta eliminando ripubblicizzazione e gestione partecipativa del servizio idrico dalla nostra legge d’iniziativa popolare sulla gestione pubblica dell’acqua.
Il decreto attuativo della legge Madia sulla riorganizzazione della Pubblica Aministrazione riduce la gestione pubblica dei servizi ai casi di stretta necessità e la vieta per quelli a rete; rafforza i soggetti privati; promuove la concorrenza; reintroduce l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito nel calcolo delle tariffe.
Firmare significa riconoscere che l’acqua è un bene comune, schierarsi per il ritiro dei decreti attuativi su aziende partecipate e servizi pubblici locali, per l’approvazione del testo originario della nostra LIP e per il diritto all’acqua in Costituzione.

 

E' online il sito interamente dedicato alla raccolta firme, dove è possibile per chiunque approfondire gli aspetti legati alla campagna Referendum Sociali,all'indirizzo web : http://www.referendumsociali.info/

Il sito, è corredato di una sezione di download con parecchio materiale informativo, dove è possibile attingere locandine, volantini e quanto possa servire alla promozione della campagna.

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Iscrizione al laboratorio di innesti
Scritto da Ass.ne Progetto Comune   
Lunedì 29 Febbraio 2016 21:52

Mulino Cadoni disegno

E' possibile utilizzare il seguente modulo on-line per iscriversi al laboratorio di innesti di Su Connotu delle stagioni 2016.

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